Estimo

Libro della Lira_particolare

Nel medioevo gli estimi costituivano il sistema di tassazione che l'autorità comunale imponeva ai cittadini, ripartendo il carico fiscale sui singoli soggeti in base al possesso di beni mobili o immobili e all'appartenenza alle diverse categorie di contribuenti (residenti della città o del contado). Ogni capofamiglia, pertanto, aveva l'obbligo di denunciare in appositi registri, le rispettive proprietà, descrivendone la tipologia ed il valore. La documentazione prodotta da questo sistema, che dal medioevo si protrae fino alla creazione del Catasto moderno, risulta quindi, di grande rilievo storico riguardante le informazioni fornite utili ai più svariati settori della ricerca. Basti pensare ai dati di tipo demografico che sono suggeriti dalla descrizione anagrafica (nome, sesso, status sociale), oppure ai dati di ordine economico che si possono evincere dalla natura dei beni, se agricoli (destinazioni d'uso, indicazioni sulle colture e sull'alimentazione), oppure edilizi (indicazioni urbanistiche e topografiche).

Nello Stato senese, di cui la Maremma faceva parte, l'Estimo nacque nella prima metà del 1300, ancor prima della istituzione a Firenze, quando il Consiglio generale del Comune decise una rilevazione di tutti i beni immobili della città e del contado per procedere ad una tassazione diretta.

A seguito di questa vasta operazione cominciarono a formarsi vari strumenti di "rilevazione" tra i quali i Libri della Lira (secc. XV-XVI), che costituiscono oggi, nel territorio maremmano, le testimonianze più antiche del sistema fiscale senese proseguito anche sotto i governi successivi. Numerosi Libri della Lira sono conservati nel fondo Estimo dell'Archivio di Stato di Grosseto. Mentre nel corso dei secoli vi è stata una notevole dispersione delle serie estimali cittadine, gli Estimi del contado sono stati maggiormente salvaguardati in ragione della loro natura spiccatamente locale, ciò ha fatto sì che numerosi Libri della Lira siano arrivati fino a noi.

Il fondo (secc. XVIII-XIX) raccoglie anche documenti relativi ad arroti, richieste e giustificazioni di volture, manuali di corredo di libri estimali, repertori alfabetici dei possessori, denunce dei beni, libri dei creditori relativi ai seguenti comuni e loro territori: Grosseto, Massa Marittima, Castel del Piano, Pitigliano.

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