Antico catasto

Il Catasto toscano  fu istituito nel 1817 da Ferdinando III di Lorena. Lo scopo era quello di controllare l'assetto fondiario e le proprietà immobiliari a scopo fiscale. In precedenza, invece, con i vecchi estimi descrittivi, ci si basava soprattutto sulle denunce dei possessori, spesso poco attendibili.

Nel 1819 vennero pubblicate le istruzioni per la sua stesura: la misurazione doveva essere geometrica particellare ed il braccio fiorentino era l'unità di misura delle mappe. Le operazioni si svolsero dal 1820 al 1825.  Con motuproprio fu creato il dipartimento incaricato della Conservazione del Catasto e della Direzione di Acque e Strade. A Grosseto le misurazioni iniziarono nel 1822 ed al 1823 risale l'impianto originario delle mappe; la restante documentazione arriva fino agli anni '40 del Novecento.

Versato all'Archivio di Stato nel 1970, dall'Ufficio Tecnico Erariale, il fondo Antico Catasto è in assoluto uno dei più consultati. Il suo studio permette di delineare l'antico assetto del territorio e ricavare informazioni di natura economica, demografica ed urbanistica, relative ad un particolare momento storico della provincia di Grosseto. Per quanto concerne la natura della documentazione, essa è composta di una parte cartografica (mappe, correzioni su mappe originali e tavole di correzioni geometriche) e dai registri di corredo (matricole possessori, tavole indicative, campioni, repertori e tombolini). Con una legge del 1866 il Catasto toscano passò al Regno d'Italia divenendo Catasto italiano.

Il materiale in questione si riferisce alle seguenti comunità: Arcidosso, Campagnatico, Capalbio, Castel del Piano, Castellazzara, Castiglione della Pescaia, Cinigiano, Civitella Paganico, Follonica, Gavorrano, Grosseto, Isola del Giglio, Manciano, Massa Marittima, Magliano, Monte Argentario, Montieri, Orbetello, Pitigliano, Roccalbegna, Roccastrada, Santa Fiora, Scansano, Seggiano, Sorano.

Per la consultazione delle mappe: CASTORE - Catasti Storici Regionali

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