Comune di Grosseto

Libro OperaNel 1962 l'Amministrazione comunale effettuò il deposito della sezione storica del proprio archivio presso l'Archivio di Stato. Le operazioni si conclusero nel 1970. Nell'opera "Gli Archivi della storia d'Italia", viene sottolineato che il materiale più antico inerente la Comunità di Grosseto è andato in parte distrutto, a seguito di un incendio appiccato al palazzo pubblico cittadino dal pirata barbaresco Ariadeno Barbarossa, verso la metà del Cinquecento. Una parte dell'archivio comunale originario, sin dagli inizi del XIV secolo, era già stato trasferito presso il Comune di Siena e si trova attualmente nell'archivio delle Riformagioni, (Diplomatico dell'Archivio di Stato di Siena), mentre il più antico statuto conosciuto, quello del 1421, è stato rintracciato nel fondo  Principato di Piombino presso l'Archivio di Stato di Firenze. Per quanto riguarda la documentazione preunitaria conservata nell'Archivio,  meritano di essere citati i consigli e le memorie, le deliberazioni, gli spogli e i repertori di Francesco Anichini ed i libri dell'Opera del Duomo.

Nel 2003 l'Amministrazione comunale ha effettuato un nuovo deposito presso l'Archivio di Stato di circa 2700 unità archivistiche, che si sono aggiunte al restante materiale già depositato. Molto importanti sono le categorie della parte post-unitaria, ai fini della ricostruzione della storia politico-amministrativa ed urbanistica della città di Grosseto.

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